Da L’ARENA, domenica 09 aprile 2017 ECONOMIA, pagina 9

Trasformare strumenti concepiti per fare danni in prodotti di design utili alle persone e dare lavoro a chi vive ai margini della società. Nasce per questo «il gentiluomo di Verona», progetto lanciato nel 2016 da Francesco Castioni, che raccoglie bossoli al poligono per realizzare matite e bigiotteria.«Nel 2011, ero a Faenza con il mercatino dell’Operazione Mato Grosso e mi sono imbattuto in un vecchio astuccio di bossoli. Tornato a casa, ho provato a mettere una matita al posto dell’ogiva, et voilà».Castioni scopre il mondo delle bullet pencil, matite proiettile, realizzate per la prima volta in Africa nella secondo metà dell’Ottocento dai soldati inglesi. «Nell’inverno 1914, durante la Grande Guerra, la principessa Maria d’Inghilterra fece inviare in dono ai soldati in trincea scatolette di tabacco, dolci e, appunto, matite proiettile. La notte di Natale ci fu una tregua e gli inglesi regalarono anche queste scatole ai tedeschi. Le bullet pencil divennero la prima arma a sospendere momentaneamente un conflitto». L’aneddoto colpì a tal punto Castioni da fargli decidere di tramutare l’hobby in lavoro. Cominciò così a realizzare a mano matite collane, bracciali e orecchini con vetri di mare incastrati in bossoli di calibro 22, usando Instagram come vetrina.Grazie ai social network, Castioni ha conosciuto Mario Gastaldin, membro del progetto Riscatto, che lo ha invitato a partecipare all’iniziativa «Porte aperte al lavoro» al carcere di Montorio.«La volontà è trasformare l’attività in una start up entro gennaio 2018 e raggiungere in cinque anni il regime ordinario come impresa sociale per assumere carcerati, ex detenuti e disabili che, come i miei bossoli, hanno diritto a una seconda possibilità».